Disturbi della palpebra

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Dopo aver visto l’importanza del Fil lacrimale , vediamo ora alcune patologie oculari , in parte collegate alla destrutturazione del Film Lacrimale.

CALAZIO

Il calazio è una flogosi granulomatosa di una ghiandola di Meibomio, il cui dotto escretore risulta ostruito.
Questo tipo di infiammazione è un processo cronico ed i sintomi sono incredibilmente lievi, se si esclude la sensazione di peso palpebrale o di fastidio per la presenza di “qualcosa” sull’occhio.

La localizzazione del calazio distingue: un calazio esterno, che interessa la cute della palpebra sollevata da un piccolo rilievo tondeggiante un calazio interno, che si sviluppa verso la congiuntiva palpebrale e che è apprezzabile rovesciando la palpebra, dove si riscontra una massa di colorito giallastro.
Un calazio del margine palpebrale, a carico dello stesso con la forma di una propaggine appuntita.

In alcuni casi più calazi possono comparire contemporaneamente, si tratta di calaziosi.

calazio-cause

Calazio superiore

Il trattamento a base di pomate antibiotiche non ha mai determinato effetti regressivi, l’unica vera soluzione risulta quindi l’asportazione chirurgica.

Si possono portare le lenti a contatto, ma se coesiste una blefarite risulta molto fastidiosa.

I calazi sono il risultato di infiammazioni delle ghiandole palpebrali, generalmente non di tipo infettivo. Questi noduli, simili a cisti, si formano infatti all’interno di ghiandole palpebrali che servono per produrre grassi (ghiandole di Meibomio).

All’interno di un calazio possiamo ritrovare pus e quelle secrezioni grasse (lipìdi) che normalmente aiutano a lubrificare l’occhio ma che, per l’ostruzione della ghiandola che li contiene, non possono più defluire.

Molti calazi finiscono per drenarsi spontaneamente, facendo sì che la patologia si possa risolvere da sola. Tale processo viene facilitato da periodici impacchi caldi e delicati massaggi della palpebra in cui è presente il calazio.

Tuttavia, alcuni calazi persistono per diverse settimane e crescono fino a diventare così grandi da creare dei disagi estetici significativi. I calazi più grandi, inoltre, possono premere sulla cornea, determinando una temporanea irregolarità sulla superficie dell’occhio e inducendo, così, un difetto visivo noto come astigmatismo, che causa una relativa diminuzione della vista.

Calazio inferiore

Calazio inferiore

PERCHÉ SI FORMA IL CALAZIO?

Non sempre è possibile identificare una causa per il calazio. Tuttavia, i calazi sono più comuni nei pazienti con blefarite (infiammazione delle palpebre) e con rosacea.

Le persone con rosacea, caratterizzata da arrossamento del viso e lievi neoformazioni sotto la pelle (papule e pustole), sono inclini ad avere alcuni problemi agli occhi, come la blefarite cronica ed i calazi.

La rosacea, infatti, può colpire anche le palpebre, le congiuntive (sottili membrane trasparenti che rivestono la superficie oculare), le cornee (la parte anteriore e trasparente dell’occhio) e le sclere (il bianco dell’occhio).

Tutte queste manifestazioni della rosacea a carico delle strutture oculari sono complessivamente indicate come rosacea oculare. Le cause della rosacea stessa possono essere difficili da individuare, anche se i principali indiziati sono fattori ambientali ed ereditari.

Alcuni microrganismi che vivono alla base delle ciglia, inoltre, possono esacerbare le infiammazioni del margine palpebrale, contribuendo alla formazione dei calazi.

Nelle persone che sono più inclini a sviluppare calazi, ovvero ad essere recidivanti, si deve sottoporre il paziente ad una terapia preventiva, la pulizia delle palpebre ( IGIENE PALPEBRALE ), oltre che l’applicazione di farmaci per via topica, o per via sistemica che verranno prescritti dal medico oculista, al fine di eliminare quelle condizioni di base che tendono a favorire la formazione dei calazi.

Acne rosacea

Acne rosacea

All’inizio della formazione del calazio, è opportuno consigliare, oltre che sottoporsi ad igiene palpebrale, di applicare impacchi caldi ed umidi sulla parte esterna della palpebra interessata, questo procedimento può favorire il drenaggio della ghiandola ( Meibomio ) sebacea ostruita.

Nel caso in cui un calazio tende a riformarsi nello stesso posto della palpebra, o presenta un aspetto anomalo e quindi sospetto, è opportuno rimuovere il tessuto ed inviarlo ad un laboratorio di analisi per l’esame istologico, in quanto escluda la possibilità di una neoformazione tumorale.

La grande maggioranza dei calazi è comunque quasi sempre relativamente innocua.

ORZAIOLO

L’orzaiolo è un ascesso situato nella zona del bordo palpebrale dovuto all’infezione di una ghiandola di Zeiss (nel caso di orzaiolo esterno) o Meibomio (nel caso di orzaiolo interno). La zona interessata è comunque sempre annessa al bulbo pilifero.

L’orzaiolo esterno si rivolge esclusivamente alle palpebre, mentre quello interno può evidenziarsi sia a carico delle palpebre che dal lato della congiuntiva. Il trattamento dell’orzaiolo consiste nell’applicazione di impacchi caldi o nei casi più gravi con l’incisione del bordo palpebrale.

Orzaiolo esterno

Orzaiolo esterno

Dal punto di vista farmacologico la terapia consiste nella applicazione di pomate o colliri antibiotici.

I sintomi più comuni sono il dolore alla palpebra, l’arrossamento e il rigonfiamento del bordo dellocchio. Quando il dolore e l’arrossamento diminuiscono l’ orzaiolo “scoppia” e si riassorbe. Quello interno è più problematico perché può estendere l’infezione a tutta la palpebra e alla congiuntiva. Generalmente scompare in 2 -4 giorni, anche se in alcuni pazienti, che sono particolarmente sensibili, la guarigione avviene dopo altro tempo.

Un orzaiolo può essere causato dalla scarsa igiene, poiché la pelle poco detersa è più soggetta ad infezioni batteriche (tra i batteri maggiormente coinvolti troviamo il batterio stafilocco); o da uninfiammazione delle palpebre. L’infiammazione cronica, lungo il bordo della palpebra, causata da una condizione chiamata blefarite, può provocare l’orzaiolo. La blefarite può essere associata a condizioni sottostanti, come la dermatite seborroica o rosacea; una malattia della pelle caratterizzata da arrossamento del viso. Si rischia di esporre le palpebre all’infezione se si cambiano le lenti a contatto senza lavarsi accuratamente le mani; non si disinfettano le lenti a contatto prima di utilizzarle; si lascia il trucco sugli occhi durante il sonno; si usano cosmetici vecchi o scaduti.

Orzaiolo superiore

Orzaiolo superiore

Orzaiolo

Orzaiolo

 

SINTOMI:
L’orzaiolo si presenza come un piccolo rigonfiamento arrossato e dolente a livello del margine palpebrale; talvolta con un gonfiore, circoscritto o diffuso delle palpebre, che può mascherare il focolaio infiammatorio originale. Possono anche verificarsi senso di bruciore, lacrimazione eccessiva e fastidio quando l’occhio è esposto alla luce. Dopo alcuni giorni all’apice della tumefazione, si forma una piccola pustola di colore giallastro, contenente pus che, fuoriuscendo, porta ad una graduale risoluzione del processo infiammatorio, riducendo il dolore e il gonfiore. Se l’infezione non viene curata, c’è il rischio che essa si espanda, infettando l’intera palpebra; oppure che l’infezione si estenda ad altre strutture oculari (congiuntivite).

CURA:
La risoluzione spontanea, senza il ricorso ad alcuna terapia, è abbastanza frequente. La terapia medica, oltre all’applicazione di impacchi caldi, comporta l’applicazione sulla zona interessata di una pomata antibiotica, che previene l’estensione dell’infezione ai follicoli ciliari vicini; ed è utile la rimozione del ciglio interessato. Gli antibiotici per via sistemica sono utili solo se sono presenti infezioni stafilococciche in altra sede o se è presente un rigonfiamento dei linfonodi situati vicino all’orecchio.

Per quanto concerne la terapia chirurgica, l’incisione chirurgica si ha solo nei casi di ascesso molto esteso.

LA DIFFERENZA TRA CALAZIO ED ORZAIOLO

Calazio - Orzaiolo

Calazio – Orzaiolo

 

 

Entrambi sono disturbi che colpiscono l’occhio, pertanto cerchiamo di non confonderli.

Il calazio è una ciste granulosa (meglio definita lipogranuloma) che si forma nella palpebra a causa di un’infiammazione cronica della ghiandola di Meibomio il cui dotto escretore si ostruisce.

L’orzaiolo si individua per il rigonfiamento all’interno o sul bordo della palpebra e a differenza del calazio è doloroso.
In casi gravi può alterarsi la temperatura corporea.

 

BLEFARITE

La blefarite è un’infiammazione che interessa il margine palpebrale ed è caratterizzata dalla presenza di squame e detriti untuosi a livello dell’impianto delle ciglia. I sintomi più frequenti sono: bruciore, prurito ai bordi palpebrali, formazione di piccole croste tra le ciglia e irritazione. Esistono tre forme di blefarite:

Forma iperemica: i bordi delle palpebre sono gonfi e arrossati, gli occhi compaiono cerchiati di rosso.

Forma squamosa: nella zona di impianto delle ciglia si riscontrano delle pellicole sottili, facilmente asportabili, che altrettanto facilmente si riformano.

Forma ulcerativa: la causa è lo stafilococco . Si formano piccoli ascessi a livello dei follicoli piliferi con croste che tendono ad aprirsi. Queste tre forme possono comparire contemporaneamente e dare origine a complicanze come la congiuntivite e la cheratite.

Blefarite

Blefarite

 

Le cause principali si possono ricondurre a:
astenopia od affaticamento visivo, ametropie non corrette oppure uno scorretto utilizzo degli occhiali, alterazioni di carattere ortottico, seborrea, eczemi, eruzioni, diabete, iperuricemia, dislipidernie, forme reumatiche,allergie

 

Il trattamento della blefarite consiste nell’eliminazione delle probabili cause locali, si esportano le squame che si vanno a depositare lungo il margine palpebrale e le ciglia e si esegue un’accurata pulizia, applicando pomate all’ossido di zinco in associazione ad antibiotici cortisonici.

Le cause di questa patologia sono molteplici, addirittura avente anche una predisposizione genetica.

È un’infiammazione irritativa che può diventare cronica se non curata nel modo dovuto fin dai primi sintomi.

PRIMI SINTOMI

  • Gonfioredel bordo palpebrale
  • Prurito
  • Bruciore
  • Lacrimazione aumentata
  • Arrossamento della palpebra e talvolta dell’occhio
  • Formazione di crosticinea livello del follicolo ciliare
  • Cute che si desquama
  • Formazione di bollicine piene di liquido sieroso tra le ciglia
  • Comparsa di piccole ulcerazionisulla palpebra (blefarite ulcerativa in genere di origine batterica, ovvero provocata da infezione da Stafilococco).

L’origine della blefarite puo essere dovuta a molteplici cause diverse tra di loro.

Blefarite

Blefarite

 

Le più comuni possono essere:
Allergie(in questo caso la blefarite ha un’origine analoga a quella della congiuntivite allergica, quindi esposizione ad allergeni tra cui pollini e polvere

  • Irritazione da fumo, sostanze inquinanti, esalazioni e gas nocivi
  • Malattie endocrine o autoimmuni
  • Diabete
  • Intossicazioni alimentari
  • Infezioni batteriche

Importante tener conto che una blefarite non curata può estendersi e trasformarsi in un calazio.

Quindi è assolutamente importante che ai primi sintomi, che possono essere, gonfiore, prurito e arrossamento palpebrale, farsi visitare immediatamente.

Come prevenzione delle eventuali recidive risulta importante rinforzare anche il sistema immunitario, iniziando dalla tavola.

È consigliato consumare frutta e verdura, proteine di carne bianca, uova e pesce, mentre dobbiamo ridurre gli zuccheri, in quanto predispongono alle infiammazioni.

È bene informare il paziente che la blefarite è una condizione cronica, ma che raramente influenza la vista,ed  è una buona regola non strofinarsi gli occhi.

Oltre alle terapie mediche, che possono arrivare alla prescrizione di steroidi

( cortisone ), è bene sapere che esistono anche dei rimedi naturali.

Molto indicati sono degli impacchi caldi e lavaggi a base di principi attivi ad azione antinfiammatoria ed astringente come Camomilla, Eufrasia, Altea e Malva.

La blefarite come tante altre infiammazioni ed infezionidell’occhio, è spesso dovuta ad una scarsa igiene, per esempio il toccarsi gli occhi con le mani sporche, non effettuare nessuna igiene oculare.

Nei portatori di lenti a contatto si consiglia di mantenere le lenti sempre ben idratate pulite e disinfettate.

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Portatori LAC

Blefarite

Blefarite

 

 

 

 

 

 

 

Luciano Orzani
Fisico Industriale
Ottico Optometrista
Igienista Oculare
Diploma Esperto qualificato in riabilitazione visiva dell’adulto
( ottenuto presso la Scuola Italiana di Ipovisione di Firenze  S.I.I. )
Socio fondatore del  G.I.O.  (Gruppo Igienisti Oculari )

Bibliografia di base:
http://orioneye.com/        http://www.biodueoftalmica.it/    http://www.olent.it/     http://www.dottorlovisolo.com/            www. Carlobenedetti.         www.medicitalia.it