ESAMI OPTOMETRICI

ESAMI E CONSIDERAZIONI

L’occhio, questo meraviglioso organo, che ci permette di vedere tutto quanto ci circonda, le immagini e le sensazioni che noi riceviamo attraverso i nostri occhi sono semplicemente fantastiche. Se pensiamo, che tutto ciò che noi vediamo intorno a noi, le meraviglie della natura, la gioia di una madre che vede il suo bimbo, gli straordinari colori che ci circondano e tutte le bellezze presenti nel nostro pianeta, giungono a noi attraverso  quelle due piccole “sfere” poste nella nostra testa, gli OCCHI. Due piccoli organi che possono essere stati creati solo dalla mano di un essere superiore o da una natura veramente straordinaria. Noi ci muoviamo, camminiamo, giochiamo, nella luce e nel buio grazie alla nostra vista, che con dei processi complicatissimi, ma perfetti, ci fornisce immagini di straordinaria bellezza, che oltre a darci visione ci trasmette sensazioni ed emozioni, che si ridurrebbero notevolmente con la mancanza della visione. Ma quanti di noi si sono mai chiesti come funzionano i nostri occhi? Ci siamo mai domandati come tutta la grandezza che è intorno a noi possa entrare dentro questi piccoli organi e riuscire a darci tutte queste immagini e sensazioni contemporaneamente, ordinate, proporzionate, colorate e con tutti i vari piani di profondità? Noi la mattina ci alziamo ed incominciamo ad usare i nostri occhi, senza mai chiedersi o nemmeno minimamente immaginarsi che nel momento in cui  apriamo gli occhi, in noi inizia un processo straordinario e meraviglioso che è la visione. L’occhio è l’organo della vista in grado di recepire stimoli luminosi, trasformarli in stimoli elettrici, trasmetterli al cervello, che li ritrasforma in immagini. L’optometria ci insegna il funzionamento , ovvero come vanno a formarsi le immagini nella retina, impariamo a modificare queste immagini, in modo che arrivino più nitide possibili al cervello, per non crearci possibili fenomeni astenopici, o differenziazioni tali da creare importanti problemi visivi, ambliopie, diplopie etc. L’anatomia ci spiega come è fatto il nostro occhio, tutte le sue parti ed i suoi funzionamenti, la medicina ne cura le sue molteplici possibili malattie, la chirurgia ci aiuta ad eliminare le sue imperfezioni. Esistono due modelli optometrici quello tradizionale e quello funzionale.

MODELLO TRADIZIONALE

È basato sulla cultura medico scientifica degli ultimi due secoli. Il sintomo è considerato il problema da risolvere, quindi la soluzione del problema è il miglioramento dello stato di salute. La prescrizione compensa le anomalie del sistema visivo; la rieducazione è rivolta solo verso le grossolane anomalie della visione.

MODELLO OPTOMETRICO FUNZIONALE E COMPORTAMENTALE

Il trattamento considera l’individuo nel suo insieme, cerca quindi di migliorare le performance globali non la salute dello specifico organo. La prescrizione di lenti non deve apportare soltanto un contributo compensativo, ma principalmente preventivo e migliorativo (prevenzione e rieducazione). Problema visivo, è il risultato del sintomo e  non la causa.

TRADIZIONALE O FUNZIONALE COMPORTAMENTALE

Il termine comportamentale enfatizza ancora di più l’interazione tra funzione visiva ed aspetti comportamentali e caratteristiche della persona. Miglioramento, efficienza visiva,  migliore rendimento durante le attività quotidiane. Ci sono molte differenze tra i due modelli; ma: “Sbagliato è voler considerare uno dei due modelli sostitutivo dell’altro. E’ evidente che i due modelli possono, e dovrebbero, integrarsi reciprocamente proponendo soluzioni differenziate, ma sinergiche, in relazione alla natura ed al tipo di problema visivo.” E’ quindi il professionista che deve decidere quale seguire.

“…” da: Valutazione e trattamento dei disturbi visivi funzionali

Volume I   La sequenza analitica – Vittorio Roncagli

CHIAMA SUBITO PER UNA CONSULENZA

contattaci