Il colpo di sole

Il sole è per tutti noi fonte di vita e di energia, senza i suoi raggi ed il suo calore non ci sarebbe la vita.
Ma dobbiamo fare molta attenzione a come e per quanto restiamo esposti ai suoi potenti raggi.

Si sente sempre dire che gli anziani ed i bambini sono le persone più indifese verso il calore che il sole ci trasmette e, questo è vero, ma attenzione ci sono determinate problematiche che non escludono nessuno compreso i giovani, in particolar modo se viene esercitata attività fisica o notevoli sforzi fisici in presenza di alte temperature.

Specialmente in questo periodo dell’anno, dove tutti noi ci esponiamo maggiormente al sole, o per avere una bella abbronzatura, o perché stiamo molto di più all’aria aperta per divertirci, dobbiamo essere maggiormente attenti ai pericoli a cui andiamo incontro restando esposti alle alte temperature che si raggiungono in estate.

Dobbiamo assolutamente sapere che:

L’organismo umano è dotato di un complesso sistema di termoregolazione che permette entro certi limiti l’adattamento alle variazioni della temperatura ambientale.

Il processo di acclimatazione richiede tuttavia un certo periodo di tempo per realizzarsi (da pochi giorni ad alcune settimane). Il colpo di calore e il collasso da calore sono le condizioni patologiche che si determinano per l’incapacità del nostro organismo a rispondere in modo adeguato alle variazioni ambientali.

Queste sindromi non sono legate necessariamente all’esposizione al sole, potendosi manifestare anche in ambiente chiuso, ma sono provocate da condizioni ambientali di elevata temperatura esterna, ridotta ventilazione e soprattutto elevata umidità relativa, che non consente all’organismo un’adeguata dispersione del calore corporeo attraverso la sudorazione.

Il colpo di calore è un disturbo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione, a cui l’organismo non riesce ad adattarsi.
Il collasso da calore, invece, si verifica in seguito ad un’eccessiva perdita di acqua e sali, tale da determinare una vera e propria disidratazione. Le persone più frequentemente colpite dalle malattie da calore sono quelle non abituate al caldo.

Più raro rispetto al colpo di calore e al collasso da calore è il colpo di sole, che si può manifestare in seguito a un’eccessiva (diretta e prolungata) esposizione ai raggi solari. Il primo segnale del disturbo è un malessere generale e improvviso a cui seguono mal di testa, sensazione di vertigine, nausea, scarsa sudorazione.
La temperatura corporea si alza, mentre la pelle appare secca e molto arrossata.

La causa determinante non è, come nel colpo di calore, l’alta temperatura, ma l’azione dei raggi solari e le radiazioni infrarosse e ultraviolette sul capo. In queste condizioni può avvenire lo svenimento.

PERCHE’ SI SVIENE?

In medicina viene chiamata lipotimia, una transitoria perdita della normale attività della coscienza dovuta a un’improvvisa mancanza di afflusso di sangue al cervello a seguito di un improvviso abbassamento della pressione sanguigna.
A volte, a causare lo svenimento è il caldo eccessivo accompagnato da un’insufficiente cessione di calore da parte dell’organismo attraverso il sudore. In questo caso si parla di collasso.

Si può verificare a causa di un’esposizione prolungata al sole oppure alle alte temperature ambientali, in particolare in persone che sono sottoposte a sforzi fisici o ad attività molto impegnative.

Il calore del corpo tende ad aumentare durante un’esposizione prolungata al caldo, ma poiché la temperatura corporea deve essere mantenuta il più possibile costante, l’organismo attiva i meccanismi preposti alla dispersione del calore.

Il più efficiente è costituito dalla sudorazione, che comporta una perdita di acqua e sali minerali contenuti nel sudore, che può raggiungere valori considerevoli.

Sudando molto senza reintegrare l’acqua persa, si riduce il volume del sangue e si abbassa bruscamente la pressione arteriosa, fino a mettere in crisi la circolazione del sangue. Sudare sottrae al corpo alcuni sali (il potassio) fondamentali per l’attività elettrica del cuore. Se il livello di questi sali (elettroliti) si riduce eccessivamente viene scompensata l’attività cardiaca con le conseguenze del caso (collasso, o momentaneo arresto cardiaco).

Il colpo di calore colpisce persone giovani che si sottopongono a sforzi estremi oppure anziani o malati in cui i meccanismi di termoregolazione non funzionano perfettamente.
Rischiare un colpo di calore è più facile se si stanno prendendo certi farmaci, per esempio i diuretici e il propanololo (usati per la pressione alta).

Il primo potenziale nemico di chi viaggia è il caldo. Quindi ci sono alcune accortezze da seguire per prevenire il colpo di calore:

  • evitare per quanto possibile di viaggiare durante le ore più assolate: se è necessario farlo meglio non lasciare i finestrini aperti
  • bere molto
  • bagnarsi spesso il viso e il collo, ma non “inzuppare” gli indumenti
  • per un lungo viaggio è bene calcolare una scorta d’acqua di 7-8 litri al giorno a persona.
  • per evitare gli effetti della disidratazione è consigliato mangiare salato evitare escursioni troppo lunghe a piedi.

Il colpo di calore
È la più seria malattia da calore e si determina per l’inefficienza dei meccanismi della termoregolazione, a cui segue una produzione di calore che eccede quello disperso. colpo-di-calore_640x480[1]

In altre parole si tratta di un disturbo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione, a cui l’organismo non riesce ad adattarsi.
Può manifestarsi anche in un ambiente chiuso oppure in un luogo dove non batte direttamente il sole.I sintomi più comuni sono:

  • alta temperatura corporea (41-43°C)
  • pelle calda e secca al tatto (la sudorazione è assente nel 50 per cento dei casi)
  • vertigini, mal di testa, agitazione, aggressività, allucinazioni che possono precedere la perdita di coscienza. Il viso diventa bluastro, il respiro è accelerato, il cuore batte disordinatamente e la pupilla appare dilatata. La pressione può abbassarsi a tal punto da portare allo svenimento. 

Prevenzione

 Ci sono alcuni consigli che possono essere seguiti per una giusta prevenzione:

  • limitare l’attività fisica nelle ore più calde della giornata
  • programmare un periodo di acclimatazione che preveda un aumento graduale dell’attività fisica, tenendo presente che una perfetta acclimatazione si realizza nel corso di qualche settimana
  • equipaggiarsi in modo appropriato: in ambienti caldo-umidi indossare abiti larghi e leggeri di colore chiaro; gli indumenti sudati vanno sempre sostituiti con altri asciutti
  • bere abbondantemente prima e durante gli sforzi; le bevande devono reintegrare anche le perdite di sali e vanno quindi addizionate con sale da cucina (cloruro di sodio).É necessario trasportare subito la persona in un luogo fresco, ombroso e possibilmente ventilato. Va quindi sdraiata sulla schiena con le gambe sollevate. Per abbassare la temperatura è necessario:

                  Cosa dobbiamo fare in questo caso

  • Eliminare gli abiti
  • immergere la persona in acqua fredda massaggiando la pelle e le estremità oppure esporre la persona a un ventilatore (o ad un asciugacapelli) strofinando contemporaneamente la pelle con una soluzione salina alcolica ghiacciata
  • portare il colpito in ospedale il più rapidamente possibile.

Se non si ha la possibilità di immergere completamente la persona in acqua fredda, con un asciugamano o un panno imbevuti di acqua fredda è necessario tamponare più volte il corpo del colpito allo scopo di far scendere la temperatura.
Ogni volta che l’asciugamano diventa tiepido va nuovamente immerso in acqua fredda.

Se possibile, è bene anche mettere una borsa di ghiaccio sulla testa.La temperatura corporea va tenuta costantemente sotto controllo: se scende al di sotto dei 38 gradi è bene sospendere gli impacchi e asciugare la persona.

Se la temperatura risale, invece, è necessario riprendere l’operazione di raffreddamento.

È bene controllare frequentemente le persone a rischio, soprattutto i bambini e gli anziani, e accertarsi che stiano in ambienti freschi ed assumano una quantità idonea di liquidi.

Collasso da calore

Si verifica in seguito ad un’eccessiva perdita di acqua e sali, tale da determinare una vera e propria disidratazione: è il collasso da calore o sincope da caldo.

Questa perdita può essere complicata dalla presenza di diarrea, evento piuttosto frequente all’inizio di un viaggio in un paese tropicale.

Il collasso da calore può essere la conseguenza o di un’esposizione ad una temperatura ambientale eccessiva o di uno sforzo fisico intenso e prolungato in clima temperato.

Il collasso da calore va trattato tenendo soprattutto conto delle serie perdite di sali e di liquidi che si hanno nell’organismo, perdite che vanno sollecitamente reintegrate.

La prima cosa da fare in caso di collasso da calore, quindi, è distendere il soggetto in un luogo fresco e tenerlo a riposo. Vanno poi somministrati liquidi salati: un cucchiaino da tè colmo di sale e due cucchiaini di zucchero in un litro d’acqua. In seguito va cercato l’intervento di un medico.

Colpo di sole

Il colpo di sole si può manifestare in seguito a un’eccessiva (diretta e prolungata) esposizione ai raggi solari. Le persone con la pelle chiara sono più vulnerabili a questo problema.

Il primo segnale del disturbo è un malessere generale e improvviso a cui seguono mal di testa, sensazione di vertigine, nausea, scarsa sudorazione.

La temperatura corporea si alza, la pelle appare secca e molto arrossata.
La causa determinante non è, come nel colpo di calore, l’alta temperatura, ma l’azione dei raggi solari, le radiazioni infrarosse e ultraviolette sul capo.

Sintomi I sintomi più comuni del colpo di sole sono:

  • eritema diffuso alle parti esposte al sole con formazione di bolle
  • nei casi più gravi compaiono eruzioni pruriginose o brucianti
  • gli occhi sono arrossati, la lacrimazione è abbondante e spesso la luce provoca senso di fastidio
  • la pelle è calda e sudaticcia e talvolta può comparire la febbre.
    Il soggetto colpito avverte profondo malessere a volte accompagnato da nausea, vertigini e intorpidimento mentale.

Cosa fare

Le prime misure da prendere sono:

  • portare la persona colpita in un ambiente fresco, ombreggiato e ventilato e farla sdraiare a terra a pancia in su, tenendole le gambe sollevate rispetto al resto del corpo
  • per abbassare la temperatura del corpo si può immergere un lenzuolo o un grande asciugamano in acqua fredda e poi avvolgervi la persona per farle sentire un immediato benessere.
    Se è possibile, è ancora meglio riempire una vasca d’acqua fredda e farvi distendere il colpito. È consigliabile anche una borsa di ghiaccio alle ascelle e alla testa.
    Se dopo circa mezz’ora di “raffreddamento” la temperatura non scende, è assolutamente necessario chiamare l’ambulanza per trasportare il colpito al Pronto Soccorso (è sconsigliabile accompagnare la persona con la propria auto, soprattutto se la giornata è molto calda e se batte il sole). Solo successivamente vanno curate le lesioni della pelle con creme o spray anti-eritema a base di idrocortisone.
    È poi opportuno rivolgersi subito al medico se il colpo di sole è accompagnato da sintomi
    più seri, per esempio:

    • ustione
    • febbre alta
    • cefalea.

In tema di insolazione i sintomi caratteristici sono costituiti da un malessere generale, che si manifesta in genere con il mal di testa, la nausea, la sete, la febbre accompagnata da un alto livello di sudorazione e le vertigini.

Nei casi più gravi si può arrivare alla perdita di conoscenza. In certi casi estremi si può riscontrare un aumento della temperatura corporea, che può arrivare anche a superare i 40°C. In questi casi possono verificare danni che coinvolgono il sistema nervoso e le meningi, le quali possono essere sottoposte ad un’irritazione a causa dei raggi ultravioletti che colpiscono la testa.

Attenzione anche alle scottature provocate dal sole.
L’insolazione con i sintomi specifici: cosa fare in caso di emergenza?

In un caso di emergenza determinato da un’insolazione bisognerebbe innanzi tutto sottrarsi all’esposizione solare e ripararsi, con l’aiuto di qualcuno, in un ambiente fresco e all’ombra.

Occorre distendersi, avendo cura di poggiare il capo e il busto in una posizione rialzata rispetto a tutto il resto del corpo. Molto utili possono essere dei panni umidi avvolti intorno alla testa, ma sarebbe meglio evitare la borsa del ghiaccio. Inoltre sarebbe necessario bere una quantità adeguata di liquidi, che possono essere costituiti da tè o brodo, cercando di evitare che siano troppo freddi o eccessivamente caldi.

Se si è in presenza di uno svenimento, in attesa dei soccorsi, meglio disporre la vittima dell’insolazione su un fianco.
L’insolazione con i sintomi specifici può essere evitata: le regole per la prevenzione

La prevenzione dell’insolazione può essere messa in atto, evitando l’esposizione diretta e lunga al sole. In particolare bisognerebbe evitare di mettersi al sole nei momenti più caldi della giornata.

È importante anche proteggersi, utilizzando un cappello per la testa e un paio di occhiali da sole per gli occhi. Nel caso del cappello, bisognerebbe bagnarlo di tanto in tanto, in modo da favorire la dispersione termica.

Nel momento in cui ci troviamo sotto i raggi del sole, non dovremmo trascurare di bere spesso, per reidratare l’organismo e, se ci troviamo al mare, un’ottima idea è quella di bagnarsi frequentemente.

Il sole, se preso con cautela, è fondamentale per la nostra salute, ma non bisogna esagerare.

I consigli per proteggere gli occhi

Il mare, il sole, il vento…un vero paradiso delle vacanze, ma anche una serie di insidie per gli occhi.
L’estate è sinonimo di vita all’aria aperta, quindi anche questi importanti organi sono maggiormente esposti a danni provenienti dall’esterno, soprattutto quelli provenienti dai raggi del sole.

 

Gli effetti che il sole ha sugli occhi sono pari a quelli sulla pelle: i raggi ultravioletti che colpiscono gli occhi direttamente o indirettamente, per via del riverbero dell’acqua, contribuiscono ad accelerare l’invecchiamento.

E questo significa aumentare, col tempo, il rischio di cataratta e degenerazione maculare senile, soprattutto negli over 55.

Ma i rischi sono anche a breve termine: le lacrime, la normale protezione degli occhi, in presenza di forte calore, quindi anche se c’è vento e non si avverte l’alta temperatura, tendono a evaporare, lasciando l’occhio indifeso. Si può quindi andare incontro, anche dopo poche ore dall’esposizione al sole, a infiammazioni della cornea e della congiuntiva, come la cheratocongiuntivite attinica: forte dolore agli occhi, bruciore, lacrimazione e una momentanea riduzione della vista causati dalle piccole bruciature che hanno danneggiato la cornea.

E non è tutto: “Non bisogna assolutamente fissare il sole perché c’è il rischio di maculopatia fototraumatica, che può compromettere la visione centrale.

Il rischio maggiore lo corrono però coloro che si sono operati di cataratta che, non avendo più il cristallino naturale, sono più esposti alle radiazioni se non è stata loro impiantata una lentina che filtra, almeno parzialmente, le radiazioni ultraviolette. Infine, al mare i portatori di lenti a contatto devono usare più frequentemente le lacrime artificiali” ricorda il professor Filippo Cruciani, medico oculista dell’Università Sapienza di Roma e della IAPB Italia onlus (Agenzia Italiana per la prevenzione della cecità).

Ecco i consigli della IAPB per proteggere gli occhi al mare:

  • usare occhiali da sole dotati di filtri a norma di legge soprattutto quando il sole è forte (e quando c’è riverbero) e se possibile anche un cappellino con visiera;
  • non portare le lenti a contatto mentre si fa il bagno o si prende il sole; se la sabbia entra negli occhi risciacquare abbondantemente con acqua senza strofinarsi gli occhi; Contattare un oculista o recarsi al pronto soccorso in presenza di sintomi fastidiosi all’occhio; indossare la maschera o gli occhialini se si soffre di irritazioni oculari; applicare con cura la crema solare protettiva attorno agli occhi, senza farla colare dentro, altrimenti risciacquare abbondantemente con acqua dolce;
  • bere abbondantemente per proteggere il corpo vitreo (il gel che riempie il bulbo oculare);
  • mangiare molta frutta e verdura e molto pesce, ricchi di vitamine e omega 3, per difendere la zona centrale della retina, la macula;
  • non toccarsi gli occhi senza essersi lavati le mani;
  • evitare l’esposizione al sole e i bagni al mare o in piscina in presenza di infezioni o infiammazioni oculari (come le congiuntiviti).Rischio anche per i giovani
  • Anziani e cardiopatici non sono certo gli unici a soffrire per l’afa di questi giorni: il caldo torrido è anzi un pericolo anche per chi è giovane e sano e magari, proprio per questo, affronta con meno precauzioni il solleone cittadino.
  • Insolazioni e colpi di calore sono un rischio, infatti, che non conosce limiti di età. Nel primo caso è l’esposizione ai raggi solari diretti, soprattutto a livello della testa, che può surriscaldare il corpo, provocando mal di testa, nausea, vomito, febbre alta e anche la perdita di conoscenza.

 

Un rischio simile si ha anche con il colpo di calore, conseguente, più che all’esposizione diretta al sole, al calore eccessivo: la temperatura troppo elevata, la scarsa ventilazione e l’eccessiva umidità nell’aria possono compromettere la termoregolazione dell’organismo e provocare, ancora una volta, un surriscaldamento generale.

Si rischiano anche altri malori, a carico del cuore, come ricorda il cardiologo Antonio Rebuzzi, docente di cardiologia all’Università Cattolica di Roma “Se si suda troppo si rischiano aritmie, specie per chi già soffre di tachicardia, fibrillazioni atriali, ernie iatali”. E in città il rischio è doppio: 

L’effetto combinato sole-asfalto genera temperature ancora superiori. Chi è in motorino, poi, deve affrontare anche l’obbligo del casco, che diventa rovente”.

Come prevenire

Anche i più giovani, che escono per sport, diletto o per andare al lavoro, dovrebbero avere sempre con sé acqua e integratori e se possibile cercare sempre di fermarsi all’ombra. Perché un malore al parco è un conto, ma se ci si sente male mentre si guida le conseguenze possono essere serie.

In base a quanto sopra descritto ci rendiamo conto che le permanenze e quindi le prolungate esposizioni alle alte temperature possono provocare nel nostro organismo delle sindromi alquanto pericolose.

Pertanto ricordiamoci di seguire le prevenzioni di base per evitare tutto ciò e vi garantisco che anche se pensiamo che a noi non succederà, invece succede ed io ne sono il primo testimone, nonostante essere perfettamente a conoscenza dei rischi a cui ci sottoponiamo con lunghe permanenze ai raggi solari.

Luciano Orzani
Fisico Industriale
Ottico- Optometrista
Igienista Oculare
Diploma Esperto qualificato in riabilitazione visiva dell’adulto
( conseguito presso la Scuola Italiana di Ipovisione di Firenze  S.I.I. )
Socio fondatore del  G.I.O.  (Gruppo Igienisti Oculari )

Bibliografia:

http://www.angelini.it/wps/wcm/connect/it
http://bracca82.myblog.it/2007/04/17/perche-si-sviene/