Immagine in Fluoresceina dell'occhio secco

Immagine in Fluoresceina dell’occhio secco

L’OCCHIO SECCO

Tutti noi abbiamo avuto delle sensazioni strane agli occhi, come bruciore , sensazione di corpo estraneo all’interno dell’occhio, fotofobia (fastidio alla luce), la mattina al risveglio abbiamo avuto difficoltà ad aprire le palpebre, o addirittura dolore ed anche vista annebbiata.

Tutti questi disturbi aumentano in ambienti secchi, ventosi o dove sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento. Talvolta, i pazienti affetti da ipolacrimia lacrimano copiosamente(soprattutto in presenza di cheratite, danno alla superficie corneale): il liquido lacrimale è però molto acquoso, contiene poche componenti mucose ed evapora velocemente lasciando la cornea esposta all’azione di agenti esterni.
Molte persone affette da sindrome dell’occhio secco soffrono anche di disturbi alla gola e al seno paranasale: congestione nasale o sinusite, tosse cronica, raffreddori frequenti, allergie stagionali, congestione al centro dell’orecchio, mal di testa.Cerofolini, Elena (P1018033606)_OS
L’occhio secco è una patologia oculare che consiste in un’alterazione qualitativa e quantitativa del film lacrimale.

Le funzioni principali del film lacrimale sono difesa, lubrificazione, nutrizione, trasparenza ottica e pulizia, e rappresenta la principale difesa alle infezioni batteriche corneali e congiuntivali assieme alla palpebra. Questa patologia, conosciuta anche come “sindrome dell’occhio secco“, può provocare lesioni alle strutture esterne dell’occhio: la ridotta produzione o eccessiva evaporazione delle lacrime procura danno alla superficie oculare esposta, in quanto vengono perse le caratteristiche pulenti e lubrificanti delle lacrime. In questo modo si espone l’occhio ad un maggiore attrito dovuto al movimento palpebrale e ad un maggiore rischio di infezioni.

Schema del Film Lacrimale

Schema del Film Lacrimale

Non sottovalutiamo questi avvertimenti dei nostri occhi
Senti un corpo estraneo nell’occhio?
La luce ti da fastidio?
Hai difficoltà ad aprire gli occhi al risveglio?

 

L’incidenza della “sindrome dell’occhio secco” è aumentata significativamente negli ultimi anni ed è spesso sottovalutata o non diagnosticata ad una prima osservazione clinica.

L’occhio secco è un disturbo dovuto a scarsa produzione di lacrime (ipolacrimia): le ghiandole, per un’atrofia parziale o totale o per alterazioni spesso su base ormonale, non producono più a sufficienza liquido lacrimale e l’occhio diventa, quindi, più o meno secco. Talvolta è il sistema di scarico ad essere troppo attivo. Tutto ciò causa un maggior traumatismo dovuto al continuo movimento delle palpebre sulla superficie oculare ad ogni ammiccamento ed una insufficiente detersione della stessa da corpi estranei o germi.

Inoltre, vengono a mancare anticorpi e lisozima, componenti delle lacrime ad alto potere battericida: il rischio di contrarre infezioni, anche da germi comunemente innocui, è quindi assai elevato. I sintomi più comuni dovuti alla sindrome da occhio secco sono bruciore, sensazione di corpo estraneo nell’occhio, fotofobia, difficoltà nell’apertura della palpebra al risveglio e, nei casi più gravi, dolore e annebbiamento visivo.

Tutti questi disturbi aumentano in ambienti secchi, ventosi o dove sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento. Talvolta, i pazienti affetti da ipolacrimia lacrimano copiosamente (soprattutto in presenza di cheratite, danno alla superficie corneale): il liquido lacrimale è però molto acquoso, contiene poche componenti mucose ed evapora velocemente lasciando la cornea esposta all’azione di agenti esterni. Molte persone affette da sindrome degli occhi secchi soffre anche di disturbi alla gola e al seno paranasale: congestione nasale o sinusite, tosse cronica, raffreddori frequenti, allergie stagionali, congestione al centro dell’orecchio, mal di testa.imagesGDRCN2YY

In realtà , con l’espressione occhio secco, si descrivono una serie di malattie e condizioni differenti in grado di causare delle aree oculari asciutte (dry spots ) dovute ad una lubrificazione corneale insufficiente.

 

        Le cause dell’occhio secco possono essere:

 

Età avanzata. La produzione di lacrime diminuisce con l’avanzamento dell’età per la progressiva atrofizzazione delle ghiandole lacrimali. La riduzione nella produzione basale, continua e costante, di lacrime e la conseguente irritazione degli occhi provoca spesso una eccessiva produzione di lacrime di riflesso.

Sesso femminile. Nelle donne tra i 40 e i 60 anni di età, probabilmente a causa dei nuovi equilibri ormonali indotti dalla menopausa, le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia della loro porzione secernente.

Ambiente. Altitudini elevate, condizioni atmosferiche soleggiate, secche o ventose, ambienti in cui sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento dell’aria provocano un aumento dell’evaporazione delle lacrime, riducendo così la lubrificazione degli occhi.

Lenti a contatto. Il loro uso può aumentare notevolmente l’evaporazione delle lacrime, causando irritazioni ed infezioni. Sovente le soluzioni disinfettanti o lubrificanti per le lenti corneali possono indurre un’alterazione dellamanutenzione-lenti-a-contatto[1] componente ghiandolare lacrimale con alterazioni della produzione di lacrime. Se l’occhio è poco lubrificato, inoltre, la lente tende ad aderire alla cornea provocando danni in alcuni casi anche gravi ( abrasioni, cheratiti).

Farmaci. Alcuni farmaci (ormoni, immunosoppressori, decongestionanti, antistaminici, diuretici, antidepressivi, betabloccanti, farmaci per le malattie cardiache e per il trattamento delle ulcere) possono inibire la produzione di lacrime lubrificanti.

Esistono 2 categorie di sindrome da disfunzione lacrimale: da ridotta produzione di film lacrimale e da eccessiva evaporazione di film lacrimale. L’occhio secco da ridotta produzione è dovuta ad una insufficiente secrezione di film lacrimale da parte delle ghiandole lacrimali; a sua volta, esistono 2 sottogruppi di questa forma di occhio secco: le forme correlate alla Sindrome di Sjogren e le forme non correlate alla Sindrome di Sjogren.

L’occhio secco a componente evaporativi può essere dovuto a fattori intrinseci come patologie palpebrali oppure a fattori estrinseci come i colliri topici. E’ fondamentale mettere in evidenza che le 2 forme di occhio secco non si escludono l’una con l’altra e possono contribuire entrambe allo sviluppo della sindrome.

Sindrome da Disfunzione Lacrimale da ridotta produzione di film lacrimale

L’insufficiente secrezione lacrimale è la base patogenetica di questa forma di occhio secco.
La ridotta produzione causa iperosmolarità del film lacrimale in quanto, sebbene la lacrima evapori in tempi corretti, la concentrazione di soluti (ioni,sali, proteine, anticorpi) per millilitro tende ad aumentare per la ridotta quantità di solvente (acqua).
L’osmolarità elevata del film lacrimale causa iperosmolarità delle cellule epiteliali congiuntivele della superficie oculare stimolando una cascata infiammatoria che genera la produzione di citochine pro-infiammatorie (IL-1α, TNF-α, MMP-9).

La sindrome di Sjogren è una patologia autoimmune nella quale le ghiandole lacrimali e le ghiandole salivari sono il bersaglio di una risposta autoimmunitaria mediata da cellule infiammatorie. Le ghiandole lacrimali e salivari vengono infiltrate da linfociti T attivati che causano la perdita di cellule ghiandolari e, di conseguenza, ridotta produzione di film lacrimale e di saliva.

L’infiammazione attiva a livello ghiandolare porta all’autoespressione di antigeni di superficie sulle cellule epiteliali (Ro e La) che incrementano la risposta tessuto-specifica dei linfociti T CD4 e T CD8. Esistono 2 forme di Sindrome di Sjogren e i criteri classificativi ad essa correlati sono stati recentemente riformulati.

Condizioni associate alla sindrome da disfunzione lacrimale non correlata alla Sindrome di Sjogren.

Insufficienza primitiva della ghiandola lacrimale Occhio secco legato all’età Alacrimia congenita Disautonomia familiare Insufficienza secondaria della ghiandola lacrimale Infiltrazione della ghiandola lacrimale Sarcoidosi Linfoma AIDS Graft-versus-host disease (GVHD) Asportazione della ghiandola lacrimale Denervazione della ghiandola lacrimale Ostruzione dei dotti della ghiandola lacrimale

Tracoma Pemfigoide oculare cicatriziale e Pemfigoide delle membrane mucose Eritema multiforme Ustioni chimiche e termiche Iposecrezione riflessa

Blocco del riflesso sensoriale: utilizzo di lenti a contatto; diabete; cheratite neurotrofica Blocco del riflesso motore Ostruzione dei dotti della ghiandola lacrimale

Blocco del riflesso sensoriale: utilizzo di lenti a contatto; diabete; cheratite neurotrofica

Blocco del riflesso motore

caratteristiche morfologiche di acini ghiandolari e dotti escretori, presenza di tappi oleosi a livello dell’orifizio dei dotti escretori, riduzione o assenza di secrezione indotta. La disfunzione delle ghiandole di Meibomio è associata con l’insufficienza della componente lipidica del film lacrimale, con l’eccessiva evaporazione della lacrima e con l’occhio secco evaporativo.

L’occhio secco evaporativo può inoltre verificarsi in patologie dove sono coinvolte apertura, posizione o dinamica palpebrale.
Condizioni come proposi, miopia elevata incrementano la superficie oculare esposta e possono causare l’occhio secco.

Esoftalmo

L’esoftalmo di natura endocrina è associato con secchezza oculare e iperosmolarità lacrimale.
Una incompleta chiusura palpebrale oppure una deformità palpebrale può causare una sindrome da disfunzione lacrimale da esposizione. L’aumento d’ampiezza della fessura interpalpebrale correla con un’aumentata evaporazione del film lacrimale.
L’occhio secco evaporativo può inoltre essere causato da alterazioni palpebrali post-blefaroplastica.

La secchezza oculare può inoltre essere causata da una diminuita frequenza di ammiccamento in quanto aumenta il periodo di tempo in cui la lacrima può evaporare tra un ammiccamento e quello successivo. Questo fenomeno si può verificare durante lavori che richiedano particolare concentrazione (es, lavoro al videoterminale) oppure a causa di disordini extrapiramidali come la malattia di Parkinson.

Le principali cause estrinseche di occhio secco sono il deficit di vitamina A, l’azione tossica topica dei conservanti ai colliri, l’utilizzo di lenti a contatto, patologie oculari di superficie come le congiuntiviti allergiche.
Il deficit di vitamina A può causare occhio secco attraverso 2 differenti meccanismi.
Il primo è dovuto al fatto che la vitamina A è essenziale per lo sviluppo delle Tratamientos-para-la-deficiencia-de-vitamina-A[1]cellule mucipare caliciformi congiuntivali e per l’espressione del glicocalice.
Il secondo meccanismo è dovuto al fatto che il deficit di vitamina A può causare danno alla ghiandola lacrimale ed occhio secco da ridotta produzione di film lacrimale.
I colliri per uso topico contengono agenti tossici che possono causare occhio secco di tipo evaporativo. I più comuni agenti tossici sono i conservanti come il benzalconio cloruro che causa danno alle cellule epiteliali di superficie e cheratopatia superficiale puntata inferiore.
Gli anestetici topici possono inoltre causare occhio secco riducendo la produzione lacrimale attraverso la riduzione dell’afferenza sensoriale alla ghiandola lacrimale.
Nelle congiuntiviti allergiche, il rilascio di citochine IgE-mediato può portare all’instaurarsi di un occhio secco di tipo evaporativo.lampada%20a%20fessura%20usata%202[1]

Lo scopo dell’utilizzo di una classificazione semplificata schematica è duplice: da un lato aiuta a chiarire i meccanismi patogenetici coinvolti, dall’altro aiuta ad indirizzare la terapia verso bersagli più specifici in base alla causa eziologica sottostante. 

Diagnosi dell’occhio secco

Durante la visita oculistica il medico sottopone il paziente ad alcuni test per individuare le alterazioni qualitativequantitative della lacrimazione. Nel primo caso molto utile è il test di rottura del film lacrimale (BUT) eseguito con l’esame al biomicroscopio (lampada a fessura) previa apposizione di fluoresceina nel sacco congiuntivale, osservando e misurando quanti secondi impiega il velo di lacrime sulla superficie della cornea ad interrompersi togliendo protezione e lubrificazione alla stessa. Nel secondo caso, il test di Schirmer permette la misurazione della produzione lacrimale: viene eseguito introducendo due striscioline di carta assorbente all’interno del fornice palpebrale inferiore di ciascun occhio e misurando la porzione di carta inumidita dopo 2-3 minuti.

La terapia farmacologicacollirio-naturale[1]

Un farmaco che veramente permetta di curare la ipolacrimia deve essere una sostanza che, somministrata per via orale o sistemica, stimola le ghiandole lacrimali principali ed accessorie ad una secrezione quantitativamente e qualitativamente più corretta.

Allo stato attuale delle conoscenze questa sostanza non esiste, ma gran parte della ricerca è oggi indirizzata ad esplorare questa possibilità terapeutica.

Oggi, in caso di alterazione del film lacrimale, si pratica una terapia sostitutiva e/o una terapia correttiva a base di collirigel (lacrime artificiali) formati da sostanze che possiedono l’azione detergente, lubrificante e disinfettante simile alle lacrime naturali.prodotti48[1]

E’ fortemente sconsigliata l’auto-prescrizione di colliri a base di lacrime artificiali: la visita di un medico oculista permette un preciso inquadramento diagnostico ed una migliore prescrizione terapeutica anche se non sempre risolutiva.

Quali sono i meccanismi d’azione delle lacrime artificiali?
Sono l’azione diluente, di volume, stabilizzante, correttiva e nutritiva.

Azione diluente. Una carenza assoluta o relativa della componente acquosa del liquido lacrimale porta ad un’eccessiva concentrazione delle componenti in soluzione. In questo caso i sostituti lacrimali servono semplicemente a ripristinare una sufficiente componente acquosa per diluire correttamente le componenti solubili delle lacrime. Si tratta di un meccanismo d’azione semplice ma efficace: la diluizione restituisce alle lacrime un sufficiente effetto detergente e umidificante permettendo una buona distribuzione dei soluti, fra cui l’ossigeno, alle cellule della superficie oculare.

Azione di volume. Nell’occhio sono presenti dai 7 ai 10 microlitri di lacrime; lo spessore medio del film lacrimale è di circa 7 micron. Se volume e spessore si riducono per mancata produzione o per eccesso di perdita di lacrime, si possono verificare danni alla superficie oculare.
Il ridotto volume lacrimale comporta un minor effetto protettivo del film pre-corneale, un eccesso di vaporizzazione e un più facile contatto tra lo strato lipidico e quello mucinico con conseguente contaminazione.
Generalmente tutte le lacrime artificiali agiscono anche ripristinando il normale volume delle lacrime; a tale scopo possono essere utilizzate delle semplici soluzioni acquose, ma queste fuoriescono troppo rapidamente dalle vie di deflusso e perdono immediatamente efficacia. Si preferisce, quindi, ricorrere a preparati più densi che rimangono nell’occhio più a lungo.
Questi prodotti riducono grandemente la qualità della visione dopo la loro somministrazione, ma solitamente, al risveglio, il paziente grazie al loro potere lubrificante apre agevolmente gli occhi: dopo un certo numero di ore l’impedimento visivo è ridotto al minimo.

Azione stabilizzante. Se la secrezione lacrimale è quantitativamente scarsa o qualitativamente alterata, il film lacrimale precorneale tende ad essere instabile e a rompersi lasciando aree asciutte e provocando alterazioni della superficie oculare.
Uno dei meccanismi d’azione più importanti e più complessi delle lacrime artificiali è quello di mantenere e ripristinare la stabilità del film lacrimale, assicurando l’umidità della superficie corneo-congiuntivale esposta ed una uniforme disposizione del film che la ricopre.

I sostituti lacrimali, in questo caso, contengono sostanze mucomimetiche, capaci cioè di imitare almeno alcune delle capacità della mucina lacrimale (contengono sostanze viscose o tensioattive capaci di correggere l’instabilità del film lacrimale).

Azione correttiva. Le lacrime artificiali devono il più possibile riprodurre e mantenere le caratteristiche fisico-chimiche delle lacrime naturali. Attualmente vi sono lacrime con marcato effetto tampone per correggere alterazioni del pH e lacrime ipotoniche per correggere l’eccessiva pressione osmotica da iper-evaporazione.

Sostituti lacrimali ad effetto correttivo sono anche quelli con attività mucolitica in caso di eccesso di mucina per alterata secrezione o per mancata diluizione da parte della componente acquosa. 31_245_BUT_OK12[1]

Azione nutritiva.
Gli attuali sostituti lacrimali solitamente non apportano sostanze nutritive al liquido lacrimale o ai tessuti da esso fisiologicamente nutriti; essi apportano soprattutto acqua e solo incidentalmente alcuni di essi contengono in soluzione elementi nutritivi.
Spetta alla ricerca farmacologica proporre, accanto ai sostituti lacrimali perfetti (lacrime artificiali dalle qualità e dalle capacità identiche a quelle naturali), sostituti lacrimali arricchiti capaci di correggere ed alimentare, o eventualmente sovralimentare, i tessuti della superficie oculare.

La terapia con lenti a contatto

Se la terapia farmacologica non è sufficiente e se esiste il rischio di danni alla cornea (cheratocongiuntivite secca), si possono usare particolari lenti a contatto che proteggono la superficie oculare dall’effetto abrasivo delle palpebre, permettendo inoltre la riepitelizzazione di lesioni superficiali della cornea e della congiuntiva. In caso di ipolacrimia con marcata riduzione della componente acquosa, le lenti a contatto sono comunque mal tollerate: l’uso delle lenti a scopo terapeutico è quindi spesso poco attuabile.

Nei pazienti affetti da ipolacrimia che presentino una cheratite filamentosa, l’uso delle lenti a contatto sarà invece di grande aiuto: esse ridurranno fortemente i dolori e renderanno più efficaci i farmaci lubrificanti prescritti.
Promettenti sono le lenti a contatto monouso giornaliere: la possibilità di usare ogni mattina una lente nuova e sterile, potrebbe permettere di superare alcune delle cause di intolleranza dalle lenti a contatto nelle ipolacrimie legate all’eccesso di scorie e depositi sulla superficie della lente deteriorata o poco lavata dal flusso lacrimale.

La terapia chirurgicaplugs[1]CHIRURG2[1]

La terapia chirurgica più semplice e più usata nel trattamento delle sindromi da occhio secco consiste nella chiusura, provvisoria o definitiva, dei puntini lacrimali inferiore e/o superiore, per mezzo di piccoli tappi di silicone. L’occlusione provvisoria con tappi di acido ialuronico, è consigliabile per verificare se l’ostruzione delle vie di deflusso può essere in qualche modo utile per ridurre la sintomatologia del paziente (i tamponi inseriti nei condotti di scarico lacrimali si di dissolvono in 4-7 giorni); se tale rimedio si dimostra efficace, permettendo una migliore lubrificazione dell’occhio, si ricorre alla chiusura definitiva mediante l’uso di “punctum plugs” o del raggio laser (argon laser).

Consigli utili per chi soffre di occhio secco

Le sindromi da occhio secco sono estremamente varie per origine, quadro clinico e gravità; conseguentemente l’approccio terapeutico è decisamente complesso. E’ importante comunque che il paziente beva molti liquidi, curi adeguatamente l’igiene del bordo palpebrale e mantenga un’adeguata umidità degli ambienti in cui vive, soprattutto se questi sono asciutti, riscaldati o ventilati (gli impianti di condizionamento deumidificano troppo l’aria e creano un’eccessiva ventilazione); durante l’inverno è, quindi, opportuno che i radiatori siano sempre muniti di contenitori d’acqua (in commercio esistono appositi apparecchi per l’umidificazione degli ambienti). Infine è importante un buon ammiccamento; in molti pazienti esso può essere raro o incompleto: non bisogna dimenticare che si può imparare ad ammiccare regolarmente e frequentemente.carlo.orione_igiene_palpebrale[1]

In base a quanto sopra descritto ricordiamoci di non sottovalutare assolutamente certi tipi di fastidi agli occhi associati ad una secchezza costante della bocca.

Rivolgiamoci immediatamente al nostro medico.

 

Luciano Orzani
Fisico Industriale
Ottico- Optometrista
Igienista Oculare
Diploma Esperto qualificato in riabilitazione visiva dell’adulto
( conseguito presso la Scuola Italiana di Ipovisione di Firenze  S.I.I. )
Socio fondatore del  G.I.O.  (Gruppo Igienisti Oculari )

Bibliografia

http://it.occhio.it/occhio-secco-o-ipolacrimia-la-mini-guida-completa/

http://www.oculistavichi.it/occhio-secco.html

http://www.neuropatia.net/sjogren.html

http://www.benessere.com/salute/disturbi/occhio_secco.htm