TEST DEL FILM LACRIMALE

IL FILM LACRIMALE

Se noi guardiamo i nostri occhi possiamo renderci conto che sono molto esposti all’esterno e collegati direttamente con il nostro apparato interno, pertanto esposti a notevoli rischi.( batteri, virus, funghi, protozoi ).
La natura ha pensato bene di proteggere e strutturare il nostro occhio, in maniera che potesse vedere bene ed essere tranquillo dall’attacco dei fattori esterni, ponendo sopra il nostro occhio, un liquido, il Film Lacrimale.

Il film lacrimale è una pellicola trasparente che ricopre il nostro occhio, la cornea, la sclera visibile e la congiuntiva, fino all’inserzione delle ciglia nella rima palpebrale (linea di Marx).
Qui il film lacrimale termina, ma continua con lo strato di cheratina, che ricopre il tessuto epiteliale.
Anche questo sottile strato di liquido è straordinario, in quanto riesce a reggersi su una parete verticale senza un apprezzabile influenza gravitazionale.
Il film lacrimale è una struttura unica, ma per poter meglio comprenderne la composizione e le sue varie funzioni lo divideremo in tre strati.

L’importanza del film lacrimale riveste molti aspetti per la salute del nostro occhio, pertanto quando ci rendiamo conto di avere dei disturbi ai nostri occhi, dobbiamo verificare che in primis non ci siano patologie di gravi entità, tramite una visita oculistica, poi dopo essere stati dal nostro ottico optometrista che avrà controllato la stabilità del nostro film lacrimale e verificatane la sua instabilità dovremo seguire i suoi consigli.
Sicuramente lui ci prescriverà una terapia di lacrime artificiali, sostituti lacrimali e modi comportamentali atti ad aiutarci a stabilizzare questo importante liquido.
L’occhio, come ogni altra struttura del nostro organismo, necessita dei giusti nutrimenti in un’altrettanta corretta dosatura.

Purtroppo pochi sono attenti a questo stupendo liquido che ricopre il nostro occhio, che ci protegge e ci permette di avere, oltre che una buona salute oculare, anche una visione migliore.

A questo scopo oggi è possibile effettuare una serie di test sul liquido lacrimale e determinare così il suo stato di stabilità, per poi correggerlo adeguatamente.

Fe.I.S. TEST

Questo test rispetto agli altri fornisce un maggior numero d’informazioni, sia quantitative che qualitative sul film lacrimale.Questo test possiede una duplice utilità, una in contattologia, che ci permette di valutare la scelta dei materiali delle Lac e la relativa tipologia di manutenzione e sostituti lacrimali da utilizzare, rendendo così possibile una migliore applicazione e un miglior confort delle lenti a contatto.
L’altro aspetto di questo test, invece, ha un’utilità in oftalmologia, ovvero ci da la possibilità di valutare le eventuali alterazione dei tre strati: mucoso acquoso e lipidico, permettendoci così un’adeguata correzione.
Ottica: elimina le irregolarità superficiali, mantenendo la superficie corneale liscia e otticamente regolare.
Meccanica: lubrificazione delle superfici congiuntivali palpebrale e bulbare. Effettua con l’ammiccamento un lavaggio di corpi estranei e cellule morte.
Trofica: apporto di ossigeno e glucosio per la cornea.
Difensiva: è la prima linea di difesa contro gli agenti patogeni.

LA SUPERFICIE OCULARE NELL’ANZIANO

Nel fisiologico processo di invecchiamento, la superficie oculare intesa come “unità funzionale” subisce naturali modificazioni strutturali. Le ghiandole lacrimali vanno incontro ad un ingravescente processo di atrofia che, in gran parte dei casi, sembra essere la conseguenza di processi infiammatori subclinici. A carico della superficie congiuntivale si apprezza, con l’invecchiamento, una graduale riduzione del numero delle cellule mucipare caliciformi che presentano un rapporto citoplasma/nucleo più elevato rispetto ai giovani . Questo può essere il risultato del fisiologico rallentamento dei ritmi delle mitosi cellulari – e quindi dell’“invecchiamento” del patrimonio cellulare congiuntivale –, oppure della riduzione della secrezione della ghiandola lacrimale che è fonte non solo dei liquidi indispensabili per la lubrificazione, ma anche dei fattori di crescita e di regolazione delle cellule degli epiteli della superficie oculare. Rispetto al giovane, nel soggetto anziano risulta una diminuita secrezione di proteine (lisozima, lattoferrina) da parte delle ghiandole lacrimali; si riduce del 50% il numero di ghiandole del meibomio funzionanti la cui secrezione (componente lipidica) ha funzione stabilizzante e di contenimento dell’evaporazione. Nell’anziano, un aumentato tasso di evaporazione del film lacrimale, associato ad una riduzione (non patologica) della produzione di lacrime da parte delle ghiandole lacrimali può essere sufficiente ad aumentarne l’osmolarità, con sofferenza funzionale ed anatomica degli epiteli della superficie oculare. Inoltre, nel soggetto anziano coesistono quasi costantemente alterazioni palpebrali – quali blefarite cronica, ectropion senile, entropion spastico, difetti dell’ammiccamento – che portano ad una instabilità del film lacrimale. Accanto a queste modificazioni spesso si sovrappongono alterazioni indotte da concomitanti patologie sistemiche (diabete, ipotiroidismo, malattie autoimmuni, malattie dermatologiche), l’assunzione di farmaci sistemici (betabloccanti, ansiolitici …), tutte condizioni che alterano l’omeostasi della “superficie oculare” dando luogo a circoli viziosi che ne perpetuano il danno portando al quadro clinico dell’“occhio secco”.

Effettueremo ricerche differenziate del collegamento tra la destrutturazione del film lacrimale, l’età e  le patologie sistemiche, oltre chiaramente a quelle oculari.
Con l’età diminuisce la concentrazione delle cellule mucipare caliciformi della congiuntiva. Diminuisce la secrezione della ghiandola lacrimale.
Diminuisce la secrezione delle ghiandole di Meibomio aumenta l’evaporazione quindi l’osmolarità, sono presenti difetti dell’ammiccamento per cui la distribuzione della lacrima viene alterata.

Dal punto di vista epidemiologico questo tipo di disturbo è sicuramente importante.

Le forme di secchezza oculare sono più frequenti dopo i 50 anni e nelle donne , circa il 70%. Nell’adulto e nell’anziano si stabiliscono modifiche fisiologiche della secrezione lacrimale, è stato infatti dimostrato che dopo i 60 anni la secrezione lacrimale è ridotta di 1/4  rispetto all’individuo giovane.
Nelle donne poi si sovrappongono le modificazioni ormonali legate alla menopausa, sappiamo infatti che gli estrogeni vanno ad influire sulla lacrimazione.

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